giovedì 22 giugno 2017

Il Salento medievale

Il porto di Otranto 
Esausti di questo Barocco salentino, si può forse dimenticare che il tacco d'Italia è anche terra di un forte passato medievale. Prendiamo ad esempio la Basilica di Santa Maria di Cerrate non lontano da Squinzano : L'impianto della chiesa romanica risale al XII secolo, all'epoca Normanna, è  racconta di un monastero italo - grec
il castello di Acaya 
o, sede di una importante  biblioteca. Il portale del duecento appare impregno di influenze transalpine. All'interno gli affreschi medievali sono stati modificati nel settecento e molti di essi sono scomparsi. In quest'epoca il cenobio s' era ormai trasformato in una masseria. Attualmente l'abbazia è stata presa in gestione dal Fai (Fondo ambiente italiano), Con lo scopo  di restaurare questo splendido edificio normanno. Questa terra cosi fiera del suo passato medievale viene così rimpiazzata dal barocco leccese, che vede nella Città di Lecce l'esempio più evidente di questo fenomeno artistico e culturale. Nel 1543 in piazza Sant'Oronzo a Lecce verrà edificata la chiesa dei Veneziani in onore della Serenissima che tra il 1495 e il 1529 aveva dominato sulla Cittadina leccese e sulla Puglia.Si era ormai all'origini del barocco . Lecce Fu fondata dai Messapi, gli antichi abitanti del Salento. Con il normanno Tancredi d'altavilla,Lecce vedrà il suo periodo più sfiorente.sotto la dominazione Normanna, in quest'epoca Tancredi Conte di Lecce fece erigere la chiesa di San Niccolò e Cataldo, dove le sue forme romaniche finiscono per diluirsi nell'enfasi dei modelli barocchi. Lo stesso principio rispecchierà la chiesa di Santa Croce iniziata nel 1582, con le nudità delle figure pagane, gli angeli paffutelli e alati, gli strani esseri, mezzi uomini e mezzi animali, draghi che leccano le cosce di donne nude. Non poco lontano dalla chiesa di Santa Croce, sorge la fortezza di Carlo V imponente e fiera della sua grandezza. realizzato alla meta cinquecento da Gian Giacomo d'Acaya ingegnere del regno spagnolo, il castello venne realizzato con solidi bastioni con lo scopo di resistere alle armi da fuoco. Il fortilizio cittadino rappresentò per Lecce un polo difensivo inespugnabile. Fuori da una logica Città - chiesa, densa di chiostri, campanili e monasteri che si snodano fra piazza Duomo e piazza Sant'Oronzo e le porte della Cittadina, Porta Napoli e Porta Rudie: è qui che si racchiude il cuore di una Città splendida.
Questa terra ricca di storia e di fede non a eguali nella storia del mezzogiorno d'Italia. Non si può descrivere il salento senza parlare dei Castelli : ne è un' esempio il castello di Acaya (Vernole) ristrutturato alla fine del quattrocento dal Alfonso d'Acaya che ristrutturo il vecchio nucleo dei suoi avi adeguandolo all'esigenze dell'epoca. La cittadina di Acaya dominata da una rocca poderosa nel 1447 contava solo pochi abitanti, si trasformo in una cittadella quadrata, circondata da mura e fossato. Sul mare, invece, volta a Oriente si staglia il borgo di Otranto interamente recintato dalle mura medievali. Echi bizantini rivivono nel tempietto di San Pietro costruito fra X - XI secolo con pianta a croce greca.  Nel 1088 fu consacrata la Cattedrale della Città ai margini dell'abitato, Tra il 1163 e il 1165 fu realizzato all'interno della chiesa un tappeto musico dal vescovo Pantaleone : qui vengono raffigurate scene di vita quotidiana con storie della genesi, in più troviamo il leggendario Re Artù. Inoltre all'interno della Cattedrale sono custodite le ossa degli ottocento martiri decapitati durante il Sacco di Otranto nel 1480 da parte degli Ottomani. Dalla parte opposta della Città troviamo una poderosa Rocca progettata da Ferdinando d'Aragona tra il 1485  e il 1498. E' un castello con torrioni cilindrici che inglobò un precedente maniero svevo e che nel suo stato attuale appare rafforzata dal bastione "a punta di diamante"aggiunto nel 1578. L'aggiunta di artiglierie e bombarde modifico per sempre la struttura medievale, la struttura pentagonale e dotata come già detto di torri cilindriche angolari e di uno spuntone a lancia su lato a mare e sul grande portone d'ingresso del maniero si può notare lo stemma di Carlo V..
Gallipoli è una perla bianca nel blu marino, una piccola isola protesa nello ionio. Da una parte il borgo medievale con le sue case basse si mischia all'odore delle reti da pesca. In mezzo allo snodo del porto colmo di gente e da un andirivieni di imbarcazioni e marinai. Indubbiamente, Gallipoli è "Città bella". Città che divenne normanna e poi angioina, Città che i Veneziani tennero per qualche tempo nel 1484. Il borgo antico di Gallipoli appare tutto ora dotato di fortificazioni. Assieme alle mura, alcune torri sono riconoscibili. Lungo i due chilometri di perimetro urbano si staglia la torre di Santa Lucia, il baluardo delle Anime, o di Santa Vennardia a protezione del porto. Attualmente il famigerato castello aragonese presenta un impianto quadrilatero. Ai quattro angoli compaiono tre torri cilindriche e un torrione poligonale sormontato da merloni. non si sa se se al progetto lavorasse l'architetto Francesco di Giorgio Martini, il celebre architetto senese che nel 1492 ebbe modo di visitare molti castelli di terra d'Otranto.

Gallipoli conobbe l'esuberanza di un'arte raffinata nelle forme e nei motivi applicati sugli edifici profani e sacri. La Cattedrale di Sant'Agata venne costruita fra il 1629 e il 1696 su precedente edificio romanico. L'esterno realizzato con abbondanza di statue e arzigogli, esprime un linguaggio pomposo e raffinato, gli accenni arabeggianti che ricorrono  nei trafori dei ricami delle corniciature della chiesa, fanno pensare a un tempio islamico
Questi richiami d'Oriente sono un segno indelebile di questa meravigliosa terra che è il salento



martedì 20 giugno 2017

Medioevo Dossier : Capolavori dell'Italia medievale

L’infanzia di Cristo, narrata da un vangelo apocrifo e riprodotta con colori attenuati dal tempo sulle pareti di una chiesetta riscoperta casualmente solo nel 1944; un palazzo che, ricorrendo ad ardite soluzioni tecniche e formali, celebra l’autonomia, l’orgoglio e l’intraprendenza di una città comunale; il ricordo di un’antica favola indiana, appresa e nuovamente narrata attraverso il geniale linguaggio scultoreo di un artista vissuto a cavallo tra XII e XIII secolo… Sono solo alcune delle mille suggestioni incontrate lungo l’itinerario che proponiamo ai nostri lettori con questa nuova raccolta di nove, eccellenti luoghi della memoria storicoartistica medievale. Riprendiamo, così, il discorso avviato con la pubblicazione - nella primavera dello scorso anno - di una prima guida ai monumenti del nostro Medioevo («I grandi monumenti dell’Italia Medievale», Medioevo Dossier, marzo 2016): come in quel caso, la partenza – obbligata - è dal nord del Paese, ma questa volta ci siamo spinti fino a Roma e, ancora oltre, alle terre di Puglia. Ci piace immaginare che, durante l’estate (o anche nei mesi autunnali e invernali che seguiranno), alcuni dei nove gioielli potranno essere riscoperti dai nostri lettori, guidati e «illuminati» proprio dalla lettura delle pagine di questa monografia. Perché, come ricordava già Johann Wolfgang Goethe, «si vede solo quello che si sa. O meglio: si riconosce solo quello che già conosciamo e comprendiamo». Buona lettura e buona visita.
Il direttore
Andreas M. Steiner
Fonte: http://www.medioevo.it/

martedì 6 giugno 2017

Medioevo compie vent'anni : Ora in edicola

           UN NUOVO CRISTIANESIMO 

Nel mistico olandese Geert Grote, noto anche come Gerardus Magnus, si è soliti vedere un precursore della Riforma protestante promossa da Martin Lutero. E, in effetti, con oltre un secolo di anticipo sul grande teologo tedesco, i principi della Devotio Moderna teorizzati dal canonico di Deventer proposero una pratica religiosa fortemente critica nei confronti dei canoni propugnati dalla Chiesa di Roma.
«Sopra ogni colle elevato e sotto ogni albero fronzuto sono andato con prostitute». Con questa pubblica confessione, parafrasando il profeta Geremia (nel cui Libro, con riferimento a Israele, si legge: «Su ogni colle elevato e sotto ogni albero verde ti sei prostituita»; Ger. 2:20), nel 1379 il canonico Geert Grote (1340-1384, in latino Gerardus Magnus), notabile della città olandese di Deventer, iniziò il suo cammino verso la Devotio Moderna. E, in pochi anni, il movimento spirituale da lui fondato acquistò un’enorme importanza nelle attuali Olanda, Belgio e Germania occidentale. Nata in un angolo remoto del Sacro Romano Impero, la Devotio Moderna ha lasciato al mondo il concetto di un cristianesimo povero, personale e laico. Tramite una fitta rete di seguaci – i Fratelli e le Sorelle della Vita Comune – e sostenuto da un’opera epocale come il De Imitatione Christi attribuito allo scrittore Tommaso da Kempis (vedi oltre, nel testo, alle pp. 90-91), il pensiero di Grote ha lasciato tracce indelebili nella società tardo-medievale, soprattutto nell’Europa del Nord. Perciò la Devotio Moderna è considerata una delle anticipazioni piú significative della Riforma protestante. Col senno di poi, la Riforma di Martin Lutero non fu un evento sorprendente. Tenendo conto delle condizioni in cui la Chiesa cattolica versava già alla fine del Trecento – con la Santa Sede preda di re e condottieri, il divampare di lotte senza quartiere tra papi e antipapi, vescovi e abati che agivano spesso come guerrieri piú che come guide spirituali, conventi che basavano la propria sussistenza sul latifondo e monaci poco inclini alle virtú cristiane, indulgenze e incarichi sacri messi in vendita senza scrupoli – c’è piuttosto da stupirsi che la rivolta protestante non sia scoppiata prima del fatidico 1517.
Fonte : http://www.medioevo.it/

sabato 13 maggio 2017

Medioevo misterioso : In edicola

E' in edicola il numero di maggio/giugno di Medioevo Misterioso, come sempre molto ricco. 
Il  Dossier  sull'affascinante mondo dei paladini ma poi si parla di Neogotico, dell'intrigante vita e delle imprese di Riccardo Cuor di leone alle Crociate, di come erano eletti i Papi nel #Medioevo, di strumenti musicali, di servizi igienici e di strane belve uscite dai bestiari. Avremo un focus sul vino (uso, rituali, significati); vi parliamo di come avvenivano gli assedi; faremo una carrellata sull'uso della barba e le varie fogge di capigliatura maschile. Dopo qualche brivido con le credenze relative a spettri e #fantasmi, smontiamo il luogo comune relativo alla credenza nella #Terra piatta. Vi mostriamo la Cappella  Scrovegni di Giotto a Padova in tutta la sua superba bellezza e il PonteVecchio di Firenze con le sue curiosità. Infine, il consueto appuntamento con le ievocazioni, libri, le mostre e i siti web che parlano di Medioevo.

La donna nella società feudale

Una miniatura del codice di manesse XIV Secolo
Quale era il ruolo della donna nella società feudale ? Sicuramente aveva degli obblighi ben precisi, cioè quelli di essere moglie e madre. Vincolata dalla famiglia a sposare un uomo che non desiderava la donna veniva data in sposa in tenera età, di solito il cavaliere sperava in una sposa con una ricca dote, o regalo di matrimonio, da parte del padre. A volte alcune coppie si amavano davvero e la moglie poteva essere di grande aiuto al marito. Mentre egli era in guerra, la moglie seguiva l'amministrazione del castello, in tempo di pace controllava le provviste, ordinava cibo e bevande, occupandosi del buon andamento del maniero.  L'intimità matrimoniale rimane un miraggio e solo verso la fine del medioevo diventerà una cosa indispensabile. I l giaciglio era isolato dal resto dell'ambiente se in camera non c'era il fuoco, per scaldarsi si usavano le coperte in genere si dormiva nudi e insieme assunse una connotazione sessuale. Nella storia di Tristano e Isotta il re Marco di Cornovaglia racconta che scopri Tristano e Isotta addormentati insieme; il sospetto di tradimento viene subito allontanato nel momento in cui si accorge che la regina ha indosso la camicia da notte e Tristano ha indosso le brache. Chrètien de Troyes nel romanzo di Lancilotto scritto verso il 1171 racconta la strana storia di una dama e un cavaliere. "Un letto e preparato, le lenzuola sono di lino e molto profumate, la damigella si corica accanto a lui ma non si toglie la camicia Lancillotto non vuole violare la verginità della fanciulla e ha gran timore di toccarla. La ragazza comprende e lo lascia stare andando a coricarsi in un'altra stanza", la diffusione delle camicie da notte, era un modo per preservare la propria verginità e allontanare eventuali molestatori. Per le donne sposate vigeva l'obbligo di portare sul capo il soggolo, una sorta di fascia di lino, avvolta intorno ai capelli e al collo in segno di modestia e fedeltà nei confronti del marito. Alla morte dello sposo la donna godeva di diritti legali pari a quelli degli uomini quindi poteva entrare in possesso delle terre del defunto. Una volta sposata la donna, diveniva preziosa e insieme temuta dal marito vero detentore del potere. rappresentava per il signore uno oscuro oggetto di desiderio carnale, temuto adorato, per il quale valeva la pena anche rischiare la vita. Nemico di ogni pudore e di ogni santità venne definito Guglielmo IX d'Aquitania il primo trovatore del medioevo Inglese, fu lui ad esaltare l'amore carnale. Nella storia di Re Artù i due amanti  Lancillotto e Ginevra commettono adulterio nei confronti del loro sovrano e per una notte di desiderio carnale pagheranno un prezzo molto alto. La leggenda di Tristano e Isotta affonda le sue radici nella mitologia Celtica, rappresentano la visione dell'amor cortese. In Francia gli ardori dell'amor cortese ebbero una forte diffusione nel XII secolo. Il matrimonio medievale era essenzialmente una questione politica di alleanze tra casate rivali, l'interesse della famiglia doveva infatti prevalere sui novelli sposi, il che comportava un'assenza di passioni nelle unioni matrimoniali. Nell'ambiente cavalleresco tuttavia l'amore tra il giovane cavaliere e la moglie del suo signore, sia pur non consumato poneva un problema molto grosso nella cultura cavalleresca: si doveva fedeltà al gioco dell'amore cortese o al proprio signore.

Bibliografia : "I cavalieri e le armature del medioevo"; Cristopher Gravet

"La vita nel medioevo, usi  costumi, abitazioni, arti e mestieri" ; Andrew Langleym,

Medioevo N. 8 Settembre 1997, 
"Cercasi dama, scopo matrimonioe ". Andrea Barlucchi,

giovedì 27 aprile 2017

Il Trono di Spade, un fantasy medievale



E' un romanzo fantasy di ambientazione medievale del 1996 ideato dello scrittore statunitense George R. R. Martin. La serie televisiva tratta dai libri  ha riscontrato parecchio successo nel pubblico arrivando a ben sette stagioni. La storia  narra il primo libro della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco e il suo seguito è Lo scontro dei re.In virtù di un codice etico che si tramanda da generazioni tra i membri della sua casata, che impone a chi pronunzia una condanna di morte di eseguire egli stesso la sentenza ("l'uomo che toglie la vita a un altro uomo ha il dovere di guardarlo negli occhi e di ascoltare le sue ultime parole. Se il giustiziere non riesce ad affrontare questo, allora, forse, il condannato non merita la morte"), Eddard Stark, lord di Grande Inverno e del Nord, provvede personalmente all'esecuzione di un uomo dei Guardiani della notte, colpevole di aver infranto il suo voto e di essere fuggito dalla Barriera, la grande muraglia di ghiaccio che da secoli protegge i Sette Regni dalle popolazioni barbare dell'estremo nord. Il giovane Guardiano era fuggito terrorizzato dopo aver incontrato gli Estranei al di là della Barriera: questo afferma prima di morire. Con Eddard Stark ci sono i suoi figli Robb e Bran, il suo figlio bastardo Jon Snow e il suo protetto Theon Greyjoy. Sulla via del ritorno, il gruppo si imbatte in una metalupa morta (simbolo della Casa Stark) uccisa dalle corna di un cervo simbolo della Casa Baratheon) con cinque cuccioli che ha partorito appena prima di morire. Robb e suo fratello chiedono al padre di poter tenere i cuccioli. Inizialmente questi si oppone ma, convinto dalle parole di Jon, che vede nell'evento segni di buon auspicio (cinque i cuccioli della meta-lupa, simbolo degli Stark, e cinque i figli legittimi di Eddard Stark), alla fine acconsente, a patto che i ragazzi se ne occupino personalmente. I cuccioli vengono così destinati ai cinque figli legittimi di Eddard. Proprio mentre il gruppo sta per ripartire, Jon trova inaspettatamente un sesto cucciolo, un meta-lupo albino dagli occhi rossi, e ottiene il permesso di prenderlo con sé, chiamandolo Spettro. Robb chiama il suo Vento Grigio, mentre le figlie di Eddard Sansa e Arya chiamano i loro Lady e Nymeria rispettivamente. Rickon, il figlio più piccolo di appena tre anni, battezza il suo piccolo meta-lupo Cagnaccio, mentre Bran non riesce ancora a trovare un nome per il suo cucciolo.
Qualche giorno dopo arrivano a Grande Inverno il re Robert Baratheon, sua moglie, la regina Cersei della Casa Lannister, i loro tre figli i principi Joffrey, Myrcella e Tommen e parte della corte reale. Accompagnano il gruppo anche i fratelli della regina: il suo gemello Jaime, membro delle Guardie reali, detto lo Sterminatore di Re, e il minore Tyrion, chiamato il Folletto per il suo nanismo. Durante la visita re Robert informa lord Eddard che desidera affidargli l'incarico di Primo Cavaliere (nell'originale Mano del Re) del regno, incarico rimasto vacante dopo la morte di Jon Arryn, avvenuta qualche tempo prima. Eddard è molto turbato da questa richiesta e il suo tormento aumenta ancora di più quando sua moglie Catelyn riceve un messaggio della sorella Lysa, vedova di Jon Arryn, nel quale Lysa rivela che il marito è stato in realtà ucciso dai Lannister.Nel frattempo Bran casualmente è testimone di un incontro incestuoso tra la regina Cersei e suo fratello Jaime, durante il quale si lascia anche a intendere che i Lannister siano in qualche modo coinvolti nella scomparsa di Jon Arryn. Sfortunatamente per lui viene scoperto e gettato da una finestra da Jaime. Il ragazzo sopravvive ma, gravemente ferito, cade in coma. 

mercoledì 26 aprile 2017

La torre del solise (Latiano)

La torre rinascimentale del solise 
La fondazione della torre si fa risalire al 1528, ma la costruzione dovrebbe risalire a molti anni prima perchè tale data indica solo l'anno del restauro e non di fondazione. L'edificio e a pianta quadrata con decorazioni esterne sono costituite da un arco bugnato, finestre con timpani decorati.

Fonte : http://www.mondimedievali.net/Castelli/Puglia/brindisi/latiano02.htm

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