martedì 21 febbraio 2017

Quinta edizione del MedievalFest di Brindisi


Il “Medieval Fest” si contraddistingue per la suggestiva rievocazione storica delle nozze di Federico II, celebratesi nella Cattedrale della città il 9 novembre 1225. Si tratta di un’iniziativa dal forte valore storico, sociale e didattico che, come si è potuto verificare nelle trascorse edizioni, ha anche innegabili risvolti dal punto di vista turistico e dell’attrattività. L’evento, infatti, si pone come obiettivo principale quello di promuovere il territorio, pugliese in generale e brindisino in particolare, attraverso lo studio e la riproposizione di uomini, momenti e luoghi del nostro medioevo. Negli scorsi anni il Medieval Fest ha attirato nella città di Brindisi migliaia di visitatori, ottenendo un particolare gradimento da parte dei giovani e dei bambini, i quali hanno potuto prendere contatto con la quotidianità medievale offerta dai vari figuranti e artisti di strada. Quest'anno l'evento si terrà tra l'1 e il 3 settembre, diverse le attività didattiche e gli spettacoli che si terranno nel centro storico di Brindisi: combattimenti, musica, danze e teatro, sarà allestito un accampamento medievale con percorsi didattici e attività quali tornei di combattimento, musica e scene di vita. Sarà riproposto il Borgo dei saperi e dei sapori con rievocazione di antichi mestieri, musica, danze, ‘giullarate’. Sabato 2 settembre, avrà luogo il tradizionale corteo storico che accompagnerà la processione dei Santi Patroni della città, Lorenzo e Teodoro, dal Lungomare sino al Duomo.

Medioevo Dossier in edicola dal 20 febbraio



Fonte: www.medioevo.it/speciale

L'IMPERATORE DI DIO 

«Il vero imperatore è il papa». La citazione, contenuta nel commentario anonimo del XII secolo Summa Parisiensis, tratteggia un profilo a tinte forti del pontefice medievale. La conquista di una posizione dominante sulle istituzioni temporali da parte di chi allora sedeva sul trono di Pietro fu, però, il risultato di un’ascesa lenta che, nell’Alto Medioevo, sembrava impensabile. Fino alla prima metà dell’XI secolo, il papa non riusciva ad avere il pieno controllo nemmeno della Chiesa, della quale era solo il vescovo piú illustre, con una carica quasi onorifica: lontano da Roma, infatti, le sedi vescovili seguivano spesso una linea autonoma che poteva anche contraddire le direttive del pontefice.

domenica 19 febbraio 2017

La masseria Antoglia (Villa Castelli)


La masseria si evolve dal 1400 al 1700 su una vasta proprietà agraria che comprende anche il Castello Ducale insieme ad altre masserie. La comune struttura a castello feudale con torri merlate e il nome della contrada in cui sorge, Li Castelli, ha dato origine al toponimo Castelli del paese. La struttura originale della masseria comprende abitazioni, stalle, granai, frantoio, neviera, cappella ed è dunque un vero agglomerato urbano. La torre merlata viene costruita verso la fine del 1400, forse su una preesistente fortificazione normanna, ora adibita ad abitazione. La masseria, dapprima proprietà del principe Orsini di Taranto, passa a Giacomo dell'Antoglietta barone di Monteiasi. Diventa, così, feudo della famiglia Imperiali, marchesi di Francavilla Fontana. Con l'estinzione della discendenza degli Imperiali, tutti i beni del feudo vengono rilevati dal regio fisco. Nel 1792 il duca di Monteiasi, Gioacchino Ungaro, discendente di Giacomo dell'Antoglietta, acquista la proprietà. Il figlio Carlo, suo erede diretto, dà in enfiteusi parte delle terre, per promuovere la piccola proprietà. Il cognome Antoglietta origina il toponimo Antoglia della masseria. 

Sitografia: http:www.mondimedievali.net

mercoledì 15 febbraio 2017

Bianca Tragni presenta "Santa Maria del Casale a Brindisi"

L'ultima opera della professoressa Bianca Tragni colma una lacuna; fornire un agile testo che sappia informare sull'importanza della Chiesa di Santa Maria del Casale i tanti turisti di passaggio dal vicino Aeroporto del Salento e chi voglia approfondire le proprie conoscenze


Fonte: brindisireport.it

CAROVIGNO – Con la presentazione del libro di Bianca Tragni “La chiesa di Santa Maria del Casale di Brindisi (Adda Editore), prosegue l’impegno dell’Università Popolare di Carovigno per la promozione del saggio, all’interno del progetto Athenaeum, e col motto: “A monitor spento accendi un libro”. Del libro parlerà la stessa autrice, storica e giornalista, mercoledì 15 febbraio, alle ore 19,30 nel castello di Carovigno.

domenica 12 febbraio 2017

Terza edizione del Festival del Medioevo


La prossima edizione del Festival del Medioevo si terrà dal 27 settembre al 1 ottobre 2017

Fonte: festivaldelmedioevo.it

Fissate le date: la prossima edizione del Festival del Medioevo si terrà a Gubbio dal 27 settembre al 1 ottobre 2017.

La manifestazione, incentrata sulla divulgazione storica, è giunta alla terza edizione. È l’unica del suo genere nel panorama nazionale e coinvolge autori provenienti da venti università nazionali e straniere.

La formula è ormai collaudata. In cinque giorni di incontri, interviste e “faccia a faccia”, i più importanti storici italiani e europei, insieme a scrittori, giornalisti e uomini di spettacolo, affrontano una vera e propria sfida culturale: raccontare al grande pubblico in modo “facile” e appassionante dieci secoli di storia, dalla caduta dell’impero romano alla scoperta dell’America (476-1492).

mercoledì 28 dicembre 2016

Vivere in un castello medievale

La storia che vi descrivo vede come protagonista il favoloso castello di Oria, come doveva apparire intorno al 1227, all'epoca dell'Imperatore Federico II di Svevia. Nell'alto medioevo il Signore di solito mangiava, curava gli affari  e dormiva nel salone insieme a tutti gli altri, e godeva quindi di ben poca intimità con la moglie. Con il passare del tempo diventò molto più comune che i Signori insieme alla moglie avessero delle zone private. Nel maniero svevo c'erano anche altre costruzioni : magazzini per il cibo, il mastio, la cappella per funzioni religiose, una bottega di un armaiolo per riparare e costruire  armature. Ogni castello aveva un pozzo per rifornirsi d'acqua, in caso di assedio. I ricchi nobili avevano una numerosa servitù, senza contare che avevano numerose amanti con il quale amavano giacere nelle fredde serate invernali. Il grande salone era il punto focale di ogni maniero. Qui si potevano ammirare cuochi e servi che preparavano il cibo per portarlo alla tavola del Signore.  Durante il soggiorno del Signore la cucina era in piena attività : il cuoco impartiva ordini e gli aiutanti sminuzzavano pollame e battevano la carne per farla diventare tenera.In occasioni particolari nel grande salone del castello si allestivano sontuosi banchetti. Il castellano, la sua famiglia ospiti sedevano alla tavola principale. Dopo un roboante suono di trombe, una schiera di commensali recava le varie portate. le vivande erano servite in grandi piatti condivisi da più commensali.  Gli ospiti delle buone maniere erano soliti dividere le proprie coppe di vino con i vicini e offrire loro pietanze propri piatti Gli invitati mangiavano con le mani perchè la forchetta apparirà solo alla fine del medioevo. Gli avanzi che rimanevano erano distribuiti fra i contadini. La giornata di un castellano era in parte dedicata al mestiere delle armi, giostre e tornei erano all'ordine del giorno. Il Signore doveva inoltre saper combattere e addestrare le truppe (milites)  per presidiare il maniero in periodi di pace. Questi milites ricevevano per il loro servigi, vitto e alloggio e piccoli apprezzamenti di terreno. Erano cavalieri fedeli, fedeli solo al loro Signore. Mentre il Signore del castello si trovava in guerra i membri della sua famiglia si dedicavano alla musica e al divertimento. Nella torre più alta del castello si trovava la moglie del Signore, mentre egli era in guerra, la moglie amministrava il maniero e curava gli affari. In tempo di pace controllava le provviste e si dedicava alla cura della famiglia. Si aspettava da lei che fosse una buona padrona di casa e che accogliesse gli ospiti in modo adeguato. Ciò nonostante, questo rimaneva un mondo maschile: si credeva che le donne fossero inferiori a gli uomini e lo scopo della donna era procreare. La maggior parte delle coppie sposate cercava di avere molti figli, a volte poteva capitare che nascessero molte femmine e questo andava bene per il futuro della dinastia. In un castello la vita non era affatto comoda : il vento soffiava attraverso le imposte di legno alle finestre e in molti casi le pareti erano ricoperti di splendidi arazzi per riscaldare i muri. Il Signore non dormiva spesso accanto alla propria moglie, in molti casi giaceva con altre donne su letti a baldacchino. Queste amanti potevano essere serve, concubine o prostitute e molte camere da letto erano riscaldate da grandi camini. L'accesso al castello di Oria era sicuramente controllato da soldati che montavano la guardia sia di giorno che di notte. Le sentinelle erano molto severe con i visitatori che arrivavano in visita alle porte del maniero e molte volte poteva capitare che un visitatore non gradito venisse ucciso. In tempi di guerra, un assalitore nemico doveva passare attraverso le fortificazioni della Città prima di giungere al castello vero e proprio. E non si trattava di un' impresa facile: milites armati proteggevano le lunghe mura attraverso i camminamenti di ronda. I punti d'accesso erano sbarrati da saracinesche che in caso di pericolo si chiudevano. Nel XIII secolo le torri del castello di Oria possedevano che camminamenti in legno chiamati "Ballatoi", da qui i soldati potevano lanciare pietre e acqua bollente sui i nemici.

sabato 24 dicembre 2016

Il matrimonio nel tardo medioevo



Come era il matrimonio alla fine del medioevo? Sicuramente era molto diverso da come lo intendiamo noi oggi, ci si sposava molto giovani. Alla fine del quattrocento le figlie dei ricchi signori feudali si sposavano all'età di 14 - 18 anni. "La concessione di una ricca dote  divenne una condizione necessaria. Gli uomini potevano prendere l’iniziativa di andare a parlare col padre della donna o con lo zio o fratello se orfano e proporre una trattativa. Normalmente si preoccupavano di avere prima il consenso dei propri parenti. Se i giovani sapevano che il consenso non ci sarebbe stato avrebbero mantenuto segreto il consenso e talvolta era necessario aspettare la morte del genitore non consenziente. Anche se i figli maschi avevano un certo margine di iniziativa, erano soggetti all'autorità parentale al pari delle sorelle e spesso i genitori facevano valere la minaccia della diseredazione per piegare ribellioni in famiglia. Il matrimonio implicava un accordo sereno tra padri e figli vera e propria base su cui improntare il matrimonio; la condizione della ragazze era diversa da quella dei fratelli. La promessa e tutta la trattativa era condotta esclusivamente dagli uomini, fratelli, zii, padre che avevano il compito di “interrogare” il pretendente.
I maschi delle famiglie più agiate tendevano a sposarsi più tosto tardi all'età di 30 anni, mentre i ragazzi di campagna erano maritati già a 24 anni. In materia di sesso, la chiesa la faceva sempre da padrona. La donna era solo strumento di procreazione per la continuità della stirpe e sottoposta all'autorità del padre prima e del marito dopo. Struccarsi era vietato e la chiesa considerava il trucco , strumento del demonio. Le uniche a svincolarsi da queste regole rigide erano le donne di potere come Isabella d'Este. Nel XV secolo il tempo libero era poco, specie d'estate, visto che si lavorava dall'alba al tramonto Ma nessuno rinunciava a divertirsi, molti signori feudali amavano organizzare feste e tornei per sottolineare anche il loro potere sul popolo. Con gli anni la mania delle feste e dei giochi che segavano ogni evento ufficiale nelle Città, il matrimonio era una di quelle.
Ma come era vissuta la prima notte di nozze? La donna si preparava ad un incontro sessuale pettinando per bene i suoi capelli in modo di apparire più attraente a gli occhi del consorte. Si ritirava poi in un bagno pubblico e si cospargeva con profumi a base di oli, fuori e spezie. Dopo aver fatto sesso, l'uomo si presentava alla sua sposa con il "dono del mattino", per ricompensare l'amata della perdita della verginità. Una piccola scatola decorata in segno di gratitudine. Poco spazio era lasciato alle fantasie sessuali. La posizione accettata dalla chiesa era il missionario : Lui sotto e lei sopra, il sesso orale era punito con tre anni di reclusione. Nel medioevo il matrimonio era l'unica via dove il sesso era consentito, il clero fini per accettare  l'adulterio per il marito, ma  non per la moglie. Se il marito veniva beccato a giacere con altre donne, sopra tutto con concubine o prostitute, la chiesa chiudeva un occhio, ma se a farlo era la moglie, il marito poteva tranquillamente ripudiarla e chiuderla in convento.



Bibliografia :
Focus storia : Rinascimento, all'origine del genio italiano (2012)
Focus storia : I piaceri del medioevo a cura di Giorgio Nadali (marzo 2015)
Tratto da "La Storia del Matrimonio", Daniela Lombardi

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