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lunedì 9 ottobre 2017

L'eredità dei Templari

L'università Popolare di Carovigno "Guglielmo Cesaria" organizza Venerdì 13 ottobre 2017 a 710 anni dai tragici eventi che hanno visto scomparire dalla storia i Cavalieri Templari una conferenza dal titolo "L'Eredita dei Templari" che ha come obiettivo quello di analizzare la storia dell'ordine rossocrociato attraverso storia, documenti e archeologia. L'evento, unico in provincia, avrà inizio alle ore 19:00 venerdì 13 ottobre 2017 presso il Castello Dentice di Frasso di Carovigno. Introduce e modera i lavori il dott. Luigi Cesaria, relazione su L'Eredita dei Templari, Federico Sanapo studioso e ricercatore sulla storia dei Templari e laureando in archeologia presso l'università degli Studi di Bari "Aldo Moro".

Per ulteriori informazioni: Evento Facebook

mercoledì 15 febbraio 2017

Bianca Tragni presenta "Santa Maria del Casale a Brindisi"

L'ultima opera della professoressa Bianca Tragni colma una lacuna; fornire un agile testo che sappia informare sull'importanza della Chiesa di Santa Maria del Casale i tanti turisti di passaggio dal vicino Aeroporto del Salento e chi voglia approfondire le proprie conoscenze


Fonte: brindisireport.it

CAROVIGNO – Con la presentazione del libro di Bianca Tragni “La chiesa di Santa Maria del Casale di Brindisi (Adda Editore), prosegue l’impegno dell’Università Popolare di Carovigno per la promozione del saggio, all’interno del progetto Athenaeum, e col motto: “A monitor spento accendi un libro”. Del libro parlerà la stessa autrice, storica e giornalista, mercoledì 15 febbraio, alle ore 19,30 nel castello di Carovigno.

venerdì 31 luglio 2015

Il castello "Dentice di Frasso" di Carovigno

Il documento più antico che cita un "Castellum Carovinei" è del 1163: si tratta di una pergamena dell'Archivio Capitolare di Ostuni, pubblicata da Ludovico Pepe in "Memorie storico-diplomatiche della Chiesa Vescovile di Ostuni".
Il documento cita un certo Filippo di Ursone, il quale, nell'acquistare una casa sita in detto "Castellum" si obbligava a dare annualmente una libbra di cera al Vescovo di Ostuni.
Dovrebbe, dunque, essere di origine normanna la prima torre, che coinciderebbe con quella situata tra il cancello di ingresso e la porta delle mura rivolta verso Ostuni.
All'inizio era un castello feudale sotto la dominazione normanna di Goffredo III di Montescaglioso (1163), poi sotto la dominazione sveva di Robert de Biccari (1194), quindi con la dominazione angioina di Adamo de Tremblay (1306).
Un primo nucleo del castello esisteva già quando, nel 1306, scoppia la contesa fra Manfredo de Carovineo, feudatario dal 1273, ed il cavaliere angioino Adamo de Tremblay, un terribile despota, il quale divenuto feudatario nel 1306, si attira l'ostilità dei carovignesi costretti a ricorrere al Re Carlo Il per un suo intervento, il quale intervenne obbligandolo a restituire ai cittadini le proprietà che aveva tolto loro indebitamente.
Da Adamo de Tremblay il feudo ed il castello passano alla famiglia Sambiase e nel 1327 a Carlo de Carvigna.
Nel 1330 il feudo passò sotto la signoria di quel vasto e potente principato che faceva capo ai Principi di Taranto e nel 1382 diviene proprietario Raimondo del Balzo Orsini, Principe di Taranto.
A quest'ultima famiglia, ed in particolare a Raimondo del Balzo Orsini, viene attribuita la costruzione della torre circolare, il consolidamento della muraglia del lato di levante.
Ciò è desumibile, poiché tale nome risulta da una iscrizione lapidea mezza cancellata, che si trova sul pezzo di antica muraglia dalla parte del cosiddetto "Forno Del Prete", e c'è anche da pensare che il Principe avesse restaurato pure la muraglia per mettere la "Terra di Carovigno" in perfetto stato di difesa, così come i tempi richiedevano.
Siccome i nemici più terribili allora erano i corsari, il palazzo con la sua gran torre vennero costruiti dalla parte che prospetta il mare Adriatico, per far testa al sistema di fortificazione, che comprendeva pure altre torri addossate alle muraglie, così come si vede da quell'unica rimasta, la quale difendeva la cosiddetta allora, "Porta di Brindisi".
Il Principe Raimondo del Balzo Orsini, morendo nel 1407, lascia tutti i beni ed il castello di Carovigno alla moglie, la Regina Maria d'Enghien, Contessa di Lecce.
La prima descrizione del castello è documentata nell'inventano del 1444, attribuito a Maria d'Enghien: "Item have dicta "Item have dicta corte uno palazzo con sala cammare stalle et cellaro, molino, acquaro et conservarie, ed altri assai membri con una torre al costato de dicto palazzo verso Hostuni".
Siccome il Principe di Taranto Raimondo del Balzo Orsini e la sua consorte, la Regina Maria d'Enghien, non ebbero figli, il Re Ferdinando I d'Aragona nel 1464 decise di donare il castello ed il feudo a Bartolomeo de Ursinis, in relazione ai preziosi servizi resi.Nel 1492, il feudo di Carovigno viene concesso dal Re Ferdinando I d'Aragona a Giovan Gaspare De Loffreda, proveniente dall'illustre famiglia napoletana che vanta uomini famosi nelle armi e nel governo (il più potente, Ferrante Loffredo, fu governatore di Terra d'Otranto e Vicerè dal 1570 al 1572).
Dopodichè il destino del feudo e del Castello è il seguente: dal Barone Pirro Loffredo (1500) al Barone Gaspare Loffredo (1507), dal Barone Giuseppe Loffredo (1520) al Barone Leonardo Loffredo (1529), dal Barone Scipione Loffredo (1562) al Barone Pirro Loffredo (1589) (una stirpe che comincia con un Pirro e si chiude con un Pirro).
Questo mutamento di famiglie, verificatosi tanto spesso, derivava non solo dalla facile mancanza di eredi, ma anche dalle inadempienze agli obblighi del feudatario verso la Corona, per cui seguivano devoluzioni e concessioni nuove.
In questo periodo, sotto la famiglia Loffredo, il castello assume la fisionomia, anche oggi in gran parte visibile, di fortificazione tardo medievale di impianto triangolare, con torri ai vertici collegate da massicce cortine.
La torre a sud, quadrata, con muro d'attico perimetrale in aggetto, potrebbe essere una preesistenza del periodo normanno.
Una cordonatura perimetrale, ora interrotta in più tratti, fasciava unificando l'intera fortificazione.
La torre ad ogiva, a nord-ovest, sulla quale esiste ancora l'arma vajata dei Loffreda, costruzione tipologicamente cara fra le fortificazioni italiane, è attribuita a Francesco di Giorgio Martini.
Non può certo essere questa la sede per riaprire il dibattito su tale attribuzione; resta comunque attendibile l'ipotesi della presenza, presso la corte illuminata del Principe di Taranto Giovanni del Balzo Orsini, (fra il 1491 e il 1492), dell'architetto Di Giorgi Martini al quale, fra l'altro, si deve la configurazione dei castelli di Gallipoli, Taranto ed Otranto.
La presenza dell'architetto senese ha sicuramente influenzato l'architettura militare pugliese del primo '500, in un momento in cui le nuove tecniche di guerra e di combattimento rivoluzionano i sistemi di difesa, infatti , in caso di attacchi con palle di cannone, la sagoma triangolare della costruzione avrebbe permesso di deviare i colpi e di resistere meglio di un normale muro piatto.
La famiglia Loffreda del resto, non può non essere inserita nella cultura architettonica dell'epoca, dal momento che alcuni suoi membri ricoprono le più alte cariche presso il governo centrale.
Quindi il feudo ed il Castello pervennero nel 1742 al Principe di Francavilla Fontana Michele Imperiali, con il quale il castello completò definitivamente la trasformazione da fortezza militare a residenza signorile.
A sostegno di tale ipotesi, può intendersi il Catasto Onciario redatto dall'Università di Carovigno nel 1742 che, nel descrivere i beni del Principe di Francavilla Fontana, Michele Imperiali, fra l'altro riporta: "Possiede nel ristretto di questa terra un Palazzo consistente in sala, camere soprane, e sottane, rimessa, e stalla e sotto detto Palazzo vi è un magazzeno per rimettere ogli, e cantina, con la chiesa ancora attaccata a detto palazzo, e tutto detto comodo serve per uso proprio."
Inoltre, Cosimo De Giorgi, nel suo "La provincia di Lecce", stampato nel 1888, rivela che, "Entrando nell'atrio del castello si nota che ha perduto l'antico suo aspetto: le nuove costruzioni, eseguite al tempo degli Imperiali, gli hanno fatto perdere il carattere primitivo.
Con la morte di Michele Imperiali, che anch'egli non ebbe nessuno che gli succedesse, avvenne l'ultima devoluzione al Regio Fisco nel 1782.
Non volendo più il Re saperne di concessioni feudali, ebbe termine il regime feudale, con tutte le angherie che da esso derivavano, anche se i mali maggiori non derivavano tanto dal feudatario, che per lo più dimorava a Napoli, quanto dalle persone che in sua vece amministravano.
A causa dell'aria malsana la colonia di Serranova decrebbe e si estinse.
Nel 1792 il Castello di Carovigno con il relativo feudo vengono venduti in assoluto e senza obblighi di feudalità al Principe Gerardo Dentice di Frasso, ma la fortezza cade nell'abbandono, fino ai "restauri" del 1906-1916.
L'equivoco atto di vendita rende complessa e litigiosa l'applicazione delle leggi murattiane sulla soppressione della feudalità e causa una lunga controversia tra il Comune e la Casa Dentice.
Disabitato da quasi un secolo, il Castello ritorna, nel 1904, alla destinazione residenziale, quando, divenuto proprietario il Conte Alfredo Dentice di Frasso, avendo ricevuto il castello come dono di nozze, questi vi si stabilisce con la moglie, la contessa austriaca Elisabetta Schlieppenbach.
I lavori di ristrutturazione vengono affidati all'ingegnere Marschiczek, originario di Napoli, il quale, secondo le considerazioni di Armando Comez (amico dei Dentice ed autore di un opuscolo sull'arte della tessitura a Carovigno) "dovette lavorare su scarse tracce, ma la fantasia lo aiutò, permettendogli di fondere con molta saggezza gli stili predominanti in Puglia, che vanno dai rigidi motivi dell'alto medioevo alla grazia toscana del '300; dalla geometricità orientale alla esuberanza spagnolesca." Un'altra testimonianza dell'epoca, quella di Alessandro Carlucci, autore di "Il Castello Feudale del Conte Alfredo Dentice in Carovigno", descrive lo stato dell'edificio immediatamente prima dell'intervento del 1906: "Il Castello del quale ci occupiamo, oltre che avariato per vetustà minacciava rovina per profonde lesioni ed era ricettacolo di barbagianni e di altri uccelli notturni; tra le fenditure, nei trabocchetti, sui finestroni, ed all'interno delle camere, che vi rimanevano chiuse e disabitate, si rinvenivano nidiate di uccelli, oltre alle tane di topi sprofondate nel grande spessore dei muri nei quali prendeva parte un infinito numero di pipistrelli."
Il restauro eseguito negli anni 1906-1916 ha due motivazioni: da una parte il consolidamento delle strutture esistenti, compromesse dal tempo e dall'abbandono, dall'altra l'adeguamento degli ambienti ai nuovi bisogni abitativi e la messa in opera di un apparato a fini scenografici necessari all'esaltazione del prestigio nobiliare e sociale della coppia aristocratica proprietaria.Nel 1961 il Castello divenuto di proprietà pubblica per mezzo dell'atto di vendita stipulato fra il Conte Luigi Dentice di Frasso, (nipote ed unico erede testamentario in quanto il Conte Alfredo non aveva avuto figli) e l'O.N.M.I. di cui era Presidente l'On. Giuseppe Caromia).
Fu dapprima adibito a sede deIl'O.N.M.I., poi a sede della scuola media, subendo trasformazioni e ristrutturazioni che all'interno hanno determinato la distruzione in molte parti della spazialità romantica, ed all'esterno hanno provocato l'apertura, nella zona basamentale delle cortine murarie e nelle torri, di porte e finestre.
Inoltre, nel cortile esterno, viene addossato all'edificio romantico un porticato in forme neogotiche.
Attualmente è di proprietà comunale.
Per qualche anno l'insigne monumento è rimasto nuovamente in stato di lento abbandono poiché l'Amministrazione comunale ha stabilito con delibera n° 120 del 30 Gennaio 1985 di trasferire la scuola media in nuovi locali costruiti appositamente; però nel contempo ha deliberato l'utilizzazione del complesso monumentale a fini socio-cuIturali quali: biblioteca comunale, archivio comunale, museo archeologico, sala convegni e centro culturale. Il progetto di restauro ha pertanto dovuto tener conto di tali indicazioni fornite dall'Amministrazione comunale. 

Bibliografia: http://www.mondimedievali.net/Castelli/Puglia/brindisi/carovigno.htm
































venerdì 3 luglio 2015

Puglia Open Days 2015. Tutti gli eventi della provincia.

Fonte: brundisium.net


Il sabato sera d’estate la Puglia è tutta da scoprire e visitare, gratuitamente.

Con Puglia Open Days, progetto per la promozione e valorizzazione dell’offerta turistica voluto dall’Assessorato regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo e organizzato da PugliaPromozione, Agenzia regionale del Turismo, i luoghi d’arte e cultura aprono le proprie porte per accogliere i turisti con visite guidate e diverse attività innovative.

Partecipano al progetto, quali partner istituzionali, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Conferenza Episcopale Pugliese, l’ANCI Puglia, il Comitato regionale dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia. Insomma, dal 4 luglio al 26 settembre, dalle 20 alle 23, ogni sabato sera è protagonista il patrimonio culturale pugliese.

venerdì 7 novembre 2014

Torre Santa Sabina


Sulla strada provinciale che collega Brindisi con il capoluogo pugliese, si prende lo svincolo in direzione Carovigno per dirigerci in direzione di una località balneare, conosciuta nel territorio brindisino e frequentata durante il periodo estivo, ovvero Torre Santa Sabina. Dopo aver parcheggiato la macchina, ci dirigiamo verso il viale principale pieno di bar, pub, gelaterie, ristoranti, discopub, bancarelle e giostre, dove all'orizzonte si vede la celebre Torre per difendere la zona dagli attacchi provenienti dal mare.

giovedì 3 luglio 2014

Le date di Puglia Open Days per l'estate 2014



Fonte: brundisium.net

Entra nel vivo e a pieno regime il progetto Puglia Open Days, con il suo fitto calendario estivo di aperture straordinarie e visite guidate.

Ogni sabato sera, da luglio a settembre, turisti e visitatori potranno scoprire e ammirare l’immenso patrimonio culturale della regione. Puglia Open Days 2014 è il grande progetto di promozione e valorizzazione dell’offerta turistica voluto dall’Assessorato Regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo e attuato dal suo braccio operativo, PugliaPromozione, l’Agenzia Regionale del Turismo. Partners istituzionali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo tramite la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, la Conferenza Episcopale Pugliese, l’ANCI Puglia, l’UNPLI Puglia – Comitato regionale delle Pro Loco.

lunedì 16 giugno 2014

Castello e Dintorni sotto le stelle.

Locandina
Fonte: brundisium.net 

Torna il consueto appuntamento serale con il percorso tra Castello e Borgo antico di Carovigno promosso da YouVision con il patrocinio del Comune di Carovigno.
Ogni mercoledì sera dal 18 giugno al 10 settembre Castello e dintorni sotto le stelle accompagnerà i visitatori alla scoperta della città per informare, intrattenere e promuovere la conoscenza della città. Il percorso, ricco di racconti e suggestioni, partirà dal maestoso Castello Dentice di Frasso, antica residenza feudataria di cui si visiterà il misterioso seminterrato, il museo delle tradizioni popolari, gli ampi saloni e l’ incantevole loggia, per proseguire nella chiesa attigua e concludersi nel centro storico della città della ‘Nzegna.
Un viaggio emozionante dedicato alla storia, storie e racconti di una piccola città e di un grande Castello…

Per info e prenotazioni 339 29 94 331

venerdì 13 giugno 2014

Medieval Fest 2014

Brindisi ritorna nel Medioevo grazie alla seconda edizione del Medieval Fest, dopo il successo della prima edizione, l'evento di rievocazione storica si svolgerà nelle vie del centro storico della città a partire dal 27 al 29 giugno, il quale per quest'occasione giungeranno in città dame, cavalieri con i loro accampamenti, sbandieratori, giullari, e infine i mercanti.
Il 27 giugno a partire dalle 19 c'è la rievocazione dell'arrivo di Federico II di Svevia in città, pronto a salpare verso la Terra Santa per la sesta crociata nel 1228, risolta attraverso la diplomazia che suscitò l'ira del papa Gregorio IX che lo scomunicherà.
Mentre nei due giorni successivi ci sarà il Borgo dei Saperi e dei Sapori, ovvero la rievocazione degli antichi mestieri con dei laboratori didattici, esposizione di oggetti artigianali e degustazione di prodotti tipici regionali.
L'evento è organizzato dalla Società di Storia Patria della Puglia sezione di Brindisi, con l'aiuto delle associazioni brindisine: Filia Solis, Gruppo Archeo Brindisi (G.A.B.), Pro Loco BrindisiEliconarte e Le Colonne con il patrocinio del Museo Provinciale di Brindisi (M.A.P.R.I.), della Provincia di Brindisi e della Camera di Commercio.
Il Medioevo non ritorna solo a Brindisi, ma ritorna anche a Carovigno in occasione della XVII edizione dei Giochi Giovanili della Bandiera, una competizione tra sbandieratori a livello giovanile che si tiene nella città della Nzegna, dal 27 al 29 giugno in Piazza della Liberta e nel centro storico della città.
Il 27 giugno dalle 21.30 ci sarà un corteo storico lungo le vie cittadine e la cerimonia inaugurale dei "Giochi Giovanili della Bandiera.
La locandina dell'evento di Carovigno
Il 28 a partire dalle 9.00 si parte con le gara per la specialità "Coppia" di prima, seconda e terza fascia, mentre a partire dalle 15 la specialità "Singolo" di prima, seconda e terza fascia.
Il 29 a partire della 9.00 partono le gare "a squadra" dalle 9 per la specialità "Piccola squadra" di prima, seconda e terza fascia, mentre alle 11.40 per la "Grande squadra", e infine alle 12.30 le premiazioni dei vincitori.
Anche a Carovigno, in questi tre giorni, ci sarà il Borgo dei Saperi e dei Sapori come a Brindisi.
La seconda novità di quest'edizione saranno i pacchetti turistici (Tourist Pack) come:

  • Visite guidate e animate nel Borgo dei Saperi e dei Sapori con spettacoli, didattica e degustazioni per Brindisi e Carovigno (15,00 €);
  • Cena nel Borgo dei Saperi dei Sapori in Piazza Duomo (Brindisi) e nel Castello (Carovigno) con l'allestimento medievale e spettacoli in costume (40,00 €);
  • Corteo e grandi spettacoli nelle tribune imperiali che saranno allestite sul Lungomare "Regina Margherita" di Brindisi (15,00 €);
  • Accampamento militare con attività didattica e spettacoli a tema presso il Parco Provinciale di Carovigno (15,00 €)
Anche il sottoscritto sarà in giro per il centro pronto a scattare delle foto o filmare per raccontare l'evento atteso in città dall'estate scorsa.
Dal 20 giugno non rimanete nelle vostre case di sera, ma scendete per le vie cittadine perchè come dice lo slogan dell'evento: LA STORIA PRENDE VITA!

Attraverso questi link potete ritornare indietro di un anno con la prima edizione del Medieval Fest:

Foto by Brindisi Medievale

Medieval Fest 2013

Video: Medieval Fest 2013

TeleBrindisiWebTv: Il successo di Michele Placido nel Medieval Fest

Medieval Fest

lunedì 26 maggio 2014

“S.P.A. Smart Puglia Archaeology”


Ricevo e pubblico: 

L’Associazione Terracunta è lieta di invitarvi all’iniziativa:

“S.P.A. Smart Puglia Archaeology”. 

Il primo laboratorio GRATUITO teorico-pratico per imparare a fare impresa avvicinando la ricerca archeologica e la musealizzazione alle tematiche giuridico-economiche e a quelle del marketing e della comunicazione.

sabato 28 dicembre 2013

Convegno su San Giovanni al Seplocro a Carovigno

In occasione dell'evento organizzato dall' Università Popolare di Carovigno, "Fiera del Libro, pietanze da leggere,libri da mangiare" dal 27 dicembre al 5 gennaio dalle ore 19.00 presso il Castello Dentice di Frasso della Città nella Nzegna. Il 5 gennaio ci sarà un convegno intitolato "San Giovanni al Sepolcro. Rapporto tra simboli e Cavalieri Templari" condotto dal giovane ricercatore tuturanese Federico Sanapo con l'intervento del presidente dell'Università Popolare, il dott. Luigi Cesaria.
I presenti al convegno possono richiedere la copia del libro pubblicato mesi fa dallo stesso autore, vincitore del Premio "Ricerca nel Mistero" dell'edizione 2013.

mercoledì 4 dicembre 2013

Video: La Nzegna di Carovigno

Iconografia della Vergine. Foto di carovigno.info.
Ci troviamo a Carovigno, a 30 minuti di macchina da Brindisi per mostrarvi un video sulla tradizione tipica della città, la Nzegna, un gioco di bandiere che simboleggia la storia di colui che secondo la leggenda abbia trovato un'icona della Vergine Santa nella Grotta di Belvedere, fuori dalla città carvignola.
Ecco il video trovato su youtube dedicato a questa bella tradizione che va di scena ogni domenica di Pasqua:

giovedì 12 settembre 2013

Foto: Galleria di Per Sempre Brindisi

Attraverso questo post voglio cogliere l'occasione di ringraziare la pagina facebook chiamata Per Sempre Brindisi circa la concessione delle sue belle foto riguardanti alcuni monumenti risalenti al Medioevo del nostro territorio.
Vi lascio alcune foto con i relativi link che vi portano agli album pubblicati sulla nostra pagina ufficiale di Facebook con la speranza che altri fotografi contribuiscano per aumentare il contenuto fotografico.

mercoledì 11 settembre 2013

Open Days 2013

Da brundisium.net:

A settembre continua il viaggio con Puglia Open Days, il programma di attività e aperture straordinarie promosso dall’Assessorato regionale al Turismo e attuato da Pugliapromozione, tra le meraviglie più note e le bellezze nascoste ma affascinanti di una regione da vivere e scoprire tutto l’anno.
Sino al 28 settembre, ogni sabato sera l’arte fa lo straordinario. La Puglia offre davvero al turista i motivi d’interesse più vari sotto il profilo storico e artistico, anche perché spesso i monumenti e le testimonianze da vedere costituiscono un’esperienza unica.

martedì 18 dicembre 2012

giovedì 13 dicembre 2012

Castelli dell'Alto Salento: Carovigno

Questo video è stato realizzato da Romeo e Valentino Conte per girare il loro Castelli dell'Alto Salento hanno dedicato questa puntata alla città di Carovigno a circa 40 km dal capoluogo.
In questo video potete vedere monumenti risalenti al periodo medievale come lo stesso castello, Torre Guaceto, il santuaro della Madonna del Belvedere e molto altro.
Vi auguro una buona visione.

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